Guida alla Formazione Professionale:

 

LA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN ITALIA

 

(Legge Quadro n. 845/78 e Articolo 17 della Legge  Treu  n. 196/97)

 

 

 

 

 

LE GENERALITA’ E FINALITÀ DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN ITALIA: La Repubblica Italiana Promuove la formazione e l'elevazione professionale delle persone (in attuazione degli articoli 3, 4, 35 e 38 della Costituzione) al fine di:

 

  1. Rendere Effettivo il diritto al lavoro (ed alla sua libera scelta);

 

  1. Favorire la crescita della personalità dei lavoratori (attraverso la crescita della loro personalità e l'acquisizione di una cultura professionale).

 

N.B. La formazione professionale tende, inoltre, a favorire l'Occupazione, la produzione e l'evoluzione dell'organizzazione del lavoro in armonia con il progresso scientifico e tecnologico.

 

 

 

 

DESTINATARI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE: Le iniziative di Formazione Professionale  (Corsi, Seminari, ecc.) costituiscono un servizio di interesse pubblico finalizzato ad assicurare un sistema di interventi formativi finalizzati alla diffusione delle conoscenze teoriche e pratiche necessarie per svolgere ruoli professionali e rivolti al primo inserimento di Giovani, alla qualificazione, alla riqualificazione, alla specializzazione, all'aggiornamento ed al perfezionamento dei Lavoratori (e non), in un quadro di Formazione Permanente. Le iniziative di formazione professionale sono rivolte a Tutti i Cittadini che hanno assolto l'obbligo scolastico o ne siano stati prosciolti.

 

N.B. Alle iniziative di formazione professionale possono essere ammessi anche Stranieri, ospiti per ragioni di lavoro o di formazione, nell'ambito degli accordi internazionali e delle leggi vigenti. L'esercizio delle attività di formazione professionale è libero.

 

 

 

 

 

COMPETENZE DELLO STATO IN MATERIA DI FORMAZIONE PROFESSIONALE: In materia di Formazione Professionale, al “Ministro del lavoro e della previdenza sociale” (ora chiamato  Ministero del Welfare) spettano:

 

a. la Disciplina dell'ordinamento delle fasce di mansioni e di funzioni professionali omogenee e ai fini dei rapporti contrattuali di lavoro (con propri decreti, da emanarsi per la definizione e aggiornamento delle qualifiche professionali, dei loro contenuti tecnici, culturali ed operativi e delle prove di accertamento per la loro attribuzione);

 

b. il Collegamento con le Regioni sotto il profilo delle reciproche informazioni e documentazioni;

 

c. i Rapporti con il Fondo Sociale Europeo, (e con le autorità e gli organismi esteri operanti in materia di formazione professionale e che la finanziano);

 

d. l'Istituzione ed il Finanziamento delle iniziative di formazione professionale dei lavoratori italiani all'estero;

 

e. la Predisposizione ed il finanziamento delle attività formative del personale da utilizzare in programmi d'assistenza tecnica e cooperativa con i Paesi in via di sviluppo;

 

f. le Attività di Studio, di Ricerca, di Documentazione, di Informazione e Sperimentazione;

 

g. il finanziamento integrativo dei progetti formativi ammessi al concorso dei fondi comunitari o internazionali;

 

h. l'Assistenza tecnica e il Finanziamento delle iniziative di formazione professionale, d'intesa con le regioni e tramite esse, nei casi di rilevante squilibrio locale tra domanda e offerta di lavoro nonché degli interventi di riqualificazione professionale;

 

i. l'Organizzazione ed il Finanziamento, d'intesa con le regioni e su loro iniziativa, di corsi di aggiornamento del personale impiegato nelle iniziative di formazione professionale;

 

j. la definizione dei requisiti tecnici per il riconoscimento dell'idoneità delle strutture e delle attrezzature adibite alla formazione professionale.

 

 

 

 

 

COMPETENZE DELLE REGIONI IN MATERIA DI FORMAZIONE PROFESSIONALE (Cosa possono Fare le Regioni?): Le Regioni provvedono, in particolare, a disciplinare con proprie leggi (regionali):

 

a. la Programmazione, l'Attuazione e il Finanziamento delle attività di formazione professionale;

 

b. le Modalità per il conseguimento degli obiettivi formativi relativi alle Qualifiche Professionali;

 

c. le attività di formazione professionale concernenti settori caratterizzati da specifici bisogni formativi (derivati dalla stagionalità del ciclo produttivo o della natura familiare, associativa o cooperativistica della gestione dell'impresa);

 

d. la Qualificazione professionale degli invalidi e dei disabili, nonché gli interventi necessari ad assicurare loro il diritto alla formazione professionale;

 

e. le attività di formazione professionale presso gli Istituti di prevenzione e di pena;

 

f. il Riordinamento e la Ristrutturazione delle istituzioni pubbliche operanti a livello regionale (nonché il loro eventuale scioglimento o riaccorpamento);

 

g. l'esercizio delle funzioni già svolte dai consorzi per l'istruzione tecnica;

 

h. la formazione e l'Aggiornamento del personale impiegato nelle attività di formazione professionale nella regione, rispettando la presenza delle diverse proposte formative, purché previste dalla programmazione regionale (attraverso iniziative dirette o convenzioni con le università o altre istituzioni scientifiche e di ricerca pubbliche o private e gli enti di formazione, come specificato più avanti).

 

 

 

 

 

ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ FORMATIVE DA PARTE DELLE REGIONI: Le Regioni, predispongono programmi Pluriennali e piani Annuali di attuazione per le attività di formazione professionale. L'attuazione dei programmi e dei piani formativi regionali è realizzata:

 

a. Direttamente, nelle strutture pubbliche (enti di Formazioni pubbliche/regionali) che devono essere interamente utilizzate (anche con il loro adeguamento strutturale e funzionale);

 

b. Mediante Convenzione, nelle strutture di Enti di Formazione (che siano emanazione o delle organizzazioni democratiche e nazionali dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi, degli imprenditori o di associazioni con finalità formative e sociali, o di imprese e loro consorzi, o del movimento cooperativo. Ad es. gli enti di formazione sindacali, come  Enfap).

 

N.B. Tali Enti, indicati al secondo punto (lettera b), devono possedere, per essere ammessi al finanziamento, i seguenti Requisiti:

 

a. avere come fine la formazione professionale;

b. disporre di strutture, capacità organizzativa e attrezzature idonee;

c. non perseguire scopi di lucro;

d. garantire il controllo sociale delle attività;

e. applicare per il personale il contratto nazionale di lavoro di categoria;

f. rendere pubblico il bilancio annuale per ciascun centro di attività;

g. accettare il controllo della regione, che può effettuarsi anche mediante ispezioni, sul corretto utilizzo dei finanziamenti erogati. Le regioni possono, infine, stipulare convenzioni con imprese (o loro consorzi) per la realizzazione di corsi di formazione, aggiornamento riqualificazione e riconversione. Tali convenzioni sono esenti da ogni tipo di imposta o tassa.

 

 

 

 

 

USO DELLE STRUTTURE E DEL PERSONALE NON NECESSARI DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI E DEGLI ISTITUTI D'ARTE A FAVORE DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE: La possibilità delle strutture destinate agli istituti professionali e alle scuole ed istituti d'arte che non siano utilizzabili o necessarie per la riforma della scuola secondaria superiore, è trasferita alla regione nel cui territorio tali strutture sono localizzate (previa intesa). Con decreto del Ministero della pubblica istruzione, d'intesa con la regione e con il consenso degli interessati, il personale di tali istituti è trasferito nei ruoli della regione (nella misura ritenuta necessaria, tenuto conto in particolare dell'attinenza delle materie insegnate con la formazione professionale).

 

 

 

 

 

CRITERI DI PROGRAMMAZIONE DIDATTICA REGIONALE IN MATERIA DI FORMAZIONE PROFESSIONALE (Principi su cui si basano i corsi e i cicli formativi): Le Regioni stabiliscono gli Indirizzi della programmazione didattica delle attività di formazione professionale. L'elaborazione e l'aggiornamento di tali indirizzi devono avvenire in relazione a:

 

·        fasce di Mansioni e di funzioni Professionali Omogenee (rispettando la unitarietà metodologica tra contenuti tecnologici, scientifici e culturali e le competenze dello stato in tale materia). Infatti, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale (ora del Welfare) provvede con propri decreti, alla Definizione (e aggiornamento) delle Qualifiche Professionali, dei loro contenuti tecnici, culturali ed operativi (e delle prove di accertamento per la loro attribuzione). Nell'ambito degli indirizzi sopra indicati, la Programmazione Didattica dei Corsi di Formazione dovrà conformarsi a Criteri di:

 

 

 

N.B. Nella elaborazione dei Programmi Didattici, si dovrà tener conto, infine, dei livelli scolastici di partenza e dell'esperienza professionale degli allievi.

 

 

 

 

TIPOLOGIA DELLE ATTIVITÀ FORMATIVE (e Destinatari): Le Regioni attuano Iniziative Formative (corsi, ecc.) dirette alla:

 

a. Qualificazione e Specializzazione di coloro che abbiano assolto l'obbligo scolastico e non abbiano mai svolto attività di lavoro;

 

b. Acquisizione di Specifiche Competenze Professionali per coloro che siano in possesso del diploma di scuola secondaria superiore;

 

c. Qualificazione di coloro che abbiano una preparazione culturale superiore a quella corrispondente alla scuola dell'obbligo;

 

d. Qualificazione di Lavoratori coinvolti processi di Riconversione (Aziendale);

 

e. Qualificazione o Specializzazione di Lavoratori che abbiano avuto o abbiano esperienze di lavoro;

 

f.  Aggiornamento, alla Qualificazione e al Perfezionamento dei lavoratori;

 

g. Rieducazione Professionale di lavoratori divenuti invalidi a causa di infortunio o malattia;

 

h. Formazione di soggetti portatori di menomazioni fisiche o sensoriali che non risultino atti a frequentare i corsi normali.

 

 

 

 

 

ARTICOLAZIONE DELLE ATTIVITA’ FORMATIVE DA PARTE DELLE REGIONI (Durata e Distribuzione dei corsi/cicli): Le attività di formazione professionale sono articolate in uno o più cicli (non più di 4), ciascuno di Durata non superiore alle 600 ore. Ogni ciclo è rivolto ad un gruppo di utenti definito per l'indirizzo professionale e per livello di conoscenze teorico-pratiche. Non è ammessa la percorrenza continua di più di 4 cicli NON intervallata da idonee esperienze di lavoro (fatta eccezione per gli allievi portatori di menomazioni fisiche, psichiche o sensoriali).

 

N.B. Le Regioni non possono attuare o autorizzare le attività dirette al conseguimento di un titolo di studio o diploma di istruzione secondaria superiore, universitaria o postuniversitaria. Infine, l'Orario ed il Calendario delle attività formative sono determinati in modo da favorire la frequenza da parte dei lavoratori occupati, con particolare riguardo per le lavoratrici.

 

 

 

 

IL PERSONALE ADDETTO ALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE: Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale (ora del  Welfare ), stabilisce, con proprio decreto, i Requisiti necessari per l'ammissione all'insegnamento nelle attività di formazione professionale. Le Regioni disciplinano specificatamente, con legge, le modalità di incarico od assunzione a termine di docenti richiesti per corsi particolari.

 

N.B. Nei casi in cui le regioni utilizzano enti terzi per l'attuazione di progetti di formazione, non può essere superato globalmente, per ciò che riguarda il personale, il costo corrispondente agli equivalenti trattamenti economici e normativi dei dipendenti delle regioni addetti ad analoghe attività.

 

 

 

 

 

RACCORDI TRA LA FORMAZIONE PROFESSIONALE E IL SISTEMA SCOLASTICO: le Regioni adottano provvedimenti intesi a facilitare la Cooperazione fra le iniziative di formazione professionale e le istituzioni di istruzione secondaria e superiore (Scuole). Per la Realizzazione delle attività di formazione professionale le Regioni possono utilizzare le sedi degli istituti di istruzione secondaria superiore (Scuole) e le attrezzature di cui sono dotate. Allo stesso modo, le Regioni, mediante apposite convenzioni, mettono a disposizione del sistema scolastico attrezzature e personale idonei allo svolgimento di attività di lavoro e di formazione tecnologica nell'ambito della scuola dell'obbligo e della scuola secondaria superiore.

 

N.B. A coloro che abbiano conseguito una qualifica, o mediante la frequenza di corsi o direttamente sui lavoro, è data facoltà di accesso alle diverse classi della scuola secondaria superiore (secondo le modalità previste dal relativo ordinamento, realizzando così il cosiddetto  rientro Scolastico ).

 

 

 

 

 

DIRITTTI e OBBLIGHI DEGLI  STUDENTI  IN FORMAZIONE PROFESSIONALE: La Frequenza di Corsi di Formazione Professionale è Equiparata a quella dei corsi scolastici ai fini dell'utilizzo delle Tariffe preferenziali relative ai mezzi di Trasporto e ad ogni altro effetto di carattere previdenziale.

Inoltre, è prevista, per coloro che frequentano corsi di formazione professionale, l’Estensione delle agevolazioni previste per i Lavoratori Studenti: ovvero la facoltà di differire il servizio militare di leva (e le agevolazioni previsti per i lavoratori studenti dall'art. 10 della legge 20 maggio 1970. n. 300:  Statuto dei Lavoratori).

 

 

 

 

ELEMENTI ESSENZIALI DEI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE (il Tirocinio, le Prove Finali d’esame, l’Attestato di Qualifica): Le Istituzioni (prima definite) operanti nella formazione professionale (ad es. gli Enti di Formazione) possono stipulare convenzioni con le imprese per la effettuazione presso le imprese stesse di periodi di TIROCINIO PRATICO e di esperienza in particolari impianti e macchinari, o in specifici processi di produzione, oppure per applicare sistemi di alternanza tra studio ed esperienza di lavoro. Le Regioni, in tal caso, stabiliscono le modalità per la determinazione degli oneri a carico delle istituzioni per le attività formative stesse e assicurano la completa copertura degli allievi dai rischi di infortunio. Tali attività formative pratiche chiaramente sono finalizzate all'Apprendimento (e non a scopi di produzione aziendale). Sono le Regioni che disciplinano le modalità per il tirocinio guidato, presso le imprese, degli allievi.

 

Al termine dei corsi di formazione professionale volti al conseguimento di una qualifica, gli allievi che vi abbiano regolarmente partecipato sono ammessi alle PROVE FINALI per l'accertamento dell'idoneità conseguita. Tali prove finali sono svolte di fronte a commissioni esaminatrici.

 

Con il superamento delle prove finali gli allievi conseguono Attestati di QUALIFICA (come stabiliti, riconosciuti e aggiornati dal ministero del lavoro), rilasciati dalle regioni, in base ai quali gli uffici di collocamento (ora chiamati  Centri per l’Impiego ) assegnano le qualifiche valide ai fini dell'avviamento al lavoro e dell'inquadramento aziendale. Tali Attestati di Qualifica, inoltre, costituiscono titolo per l'ammissione ai pubblici concorsi.

 

 

 

 

 

LA FORMAZIONE PROFESSIONALE DEGLI APPRENDISTI: Le Regioni attuano i progetti formativi destinati ai lavoratori “Apprendisti” o con contratto di Apprendistato (ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25). Tali progetti si articolano in attività teoriche, tecniche e pratiche (secondo tempi e modalità definiti dalla legge e dai contratti di lavoro). Le Regioni, a riguardo, stipulano con gli istituti assicuratori convenzioni per il pagamento delle somme occorrenti per le assicurazioni in favore degli apprendisti artigiani.

 

 


RIORDINO e NOVITA’ IN MATERIA DI FORMAZIONE PROFESSIONALE (Articolo 17 della Legge  Treu  N. 196/97 e articolo 67 della Legge 144/99):
La Legge n. 196/97 (all’articolo 17 e successive Modificazioni), riordina la Formazione Professionale in Italia, perseguendo le seguenti Finalità:

 

  1. Assicurare ai lavoratori adeguate opportunità di formazione ed elevazione professionale (anche attraverso l'integrazione del sistema di formazione professionale con il sistema scolastico, Universitario e con il mondo del lavoro);

 

  1. Realizzare la semplificazione normativa e di pervenire ad una disciplina organica della materia di formazione professionale (anche con riferimento ai profili formativi di speciali rapporti di lavoro quali l'apprendistato e il contratto di formazione e lavoro).

 

 

 

Per tali Scopi, la Legge n. 196/97 (all’articolo 17) definisce, in materia di Formazione Professionale, i seguenti nuovi Princìpi e Criteri generali:

 

a) Valorizzazione della formazione professionale (quale strumento per migliorare la qualità dell'offerta di lavoro, elevare le capacità competitive del sistema produttivo e incrementare l'occupazione) attraverso:

·         Attività di Formazione Professionale caratterizzate da moduli flessibili, adeguati alle diverse realtà produttive locali;

·         Attività di promozione e aggiornamento professionale degli imprenditori, dei lavoratori autonomi, dei soci di cooperative.

b) Attuazione dei diversi interventi formativi, anche attraverso il ricorso generalizzato a STAGES, in grado di realizzare il raccordo tra formazione e lavoro (e finalizzati a valorizzare pienamente il momento dell'orientamento nonchè a favorire un primo contatto dei giovani con le imprese);

c) Svolgimento delle attività di formazione professionale da parte delle Regioni e/o delle Province anche in Convenzione con istituti di istruzione secondaria (Scuole) e con Enti Privati aventi determinati Requisiti;

d) Attribuzione al Ministro del lavoro e della previdenza sociale di funzioni propositive ai fini della Certificazione delle Competenze acquisite con la formazione professionale;

e) Adozione di misure idonee a favorire (secondo piani di intervento predisposti d'intesa con le Regioni) la formazione e la mobilità interna o esterna al settore degli addetti alla formazione professionale nonchè la Ristrutturazione degli Enti di Formazione e la Trasformazione dei centri di Formazione in Agenzie Formative (al fine di migliorare l'offerta formativa e facilitare l'integrazione dei sistemi).

 

N.B. La Legge  “Treu” n. 196/97  prevede, infine, dove occorra, l’Abrogazione delle norme in vigore in materia di formazione professionale.

 

 

 

 

RIFERIMENTI LEGISLATIVI PRINCIPALI

 

·        Articoli 3, 4, 35 e 38 della Costituzione Italiana;

·        Articolo 9 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148 (convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236):  “Interventi di formazione dei lavoratori”;

·        Legge n. 845/78:  “Legge-Quadro in Materia di Formazione Professionale”;

·        Art. 17 della Legge n. 196/97 (legge Treu):  “Riordino della Formazione Professionale” (modificato dalla Legge n. 144/99, articolo 67);

·        Legge n. 144/99 (Articoli 67, 68 e 69): “Modifiche all’articolo 17 della legge 196/97, Introduzione Obbligo Formativo e istituzione del sistema della Istruzione e Formazione Tecnica Superiore” (pubblicata in G. U. n. 118 del 22 maggio 1999 - Suppl. Ord. n. 99);

·        D.P.R. n. 257 del 12/07/2000:  “Attuazione  articolo 68 della legge n. 144/99”.

 

 

 

 

 

ULTERIORI INFORMAZIONI

 

 

·        LA RETE PER LAVORARE, www.laretexlavorare.com;

 

·        Ministero del Lavoro (ora del Welfare): Sito Internet: www.welfare.gov.it (alla Voce: formazione Professionale).

 

·        Abruzzo Lavoro, Via Orazio, Angolo Via Colonna (Porta Nuova), Tel. 085/454531 (centralino). Sito Internet: www.abruzzolavoro.com (alla Voce:  “Formazione”).

 

·        Regione Abruzzo, Sito Internet: http://fil.regione.abruzzo.it.