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In vigore il Regolamento che Disciplina l'accordo di Integrazione

Categoria principale: Notiziari
Category: Stranieri
on 05 Gennaio 2013
Il 10 marzo 2012 è entrato in vigore il regolamento che disciplina l’accordo di integrazione. A partire da questa data il cittadino non comunitario che farà richiesta di permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno dovrà sottoscrivere un patto con lo Stato italiano. Con la sottoscrizione dell’accordo, il cittadino straniero si impegna a conseguire specifici obiettivi di integrazione nel periodo di validità del proprio permesso di soggiorno e lo Stato si impegna a sostenere il processo di integrazione dello straniero attraverso l’assunzione di ogni idonea iniziativa in raccordo con le Regioni e gli enti locali. In particolare, come può leggersi nel testo dell’accordo, il cittadino straniero si impegna a: a) acquisire una conoscenza della lingua italiana parlata equivalente almeno al livello A2 di cui al quadro comune europeo di riferimento per le lingue emanato dal Consiglio d’Europa; b) acquisire una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica, dell’organizzazione e funzionamento delle istituzioni pubbliche e della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro; c) garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione da parte dei figli minori; d) assolvere gli obblighi fiscali e contributivi. Il cittadino straniero dichiara, altresì, di aderire alla Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione di cui al decreto del Ministro dell’Interno 23 aprile 2007 e si impegna a rispettarne i principi. Dall’altro lato lo Stato: a) assicura il godimento dei diritti fondamentali e la pari dignità sociale delle persone senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali, prevenendo ogni manifestazione di razzismo e di discriminazione; agevola, inoltre, l’accesso alle informazioni che aiutano i cittadini stranieri a comprendere i principali contenuti della Costituzione italiana e dell’ordinamento generale dello Stato; b) garantisce, in raccordo con le regioni e gli enti locali, il controllo del rispetto delle norme a tutela del lavoro dipendente; il pieno accesso ai servizi di natura sanitaria e a quelli relativi alla frequenza della scuola dell’obbligo; c) favorisce il processo di integrazione dei cittadini stranieri attraverso l’assunzione di ogni idonea iniziativa, in raccordo con le Regioni, gli enti locali e l’associazionismo no profit. In tale quadro, assicura ai cittadini stranieri, entro un mese dalla stipula dell’accordo, la partecipazione gratuita ad una sessione di formazione civica e di informazione sulla vita in Italia della durata di un giorno. L’accordo di integrazione ha come presupposto la definizione di integrazione quale “processo finalizzato a promuovere la convivenza dei cittadini italiani e di quelli stranieri, nel rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione italiana, con il reciproco impegno a partecipare alla vita economica, sociale e culturale della società”. Si tratta quindi di un'opportunità per il cittadino straniero di imparare la lingua italiana e gli elementi civici di base della vita in Italia. Come noto la conoscenza della lingua e della cultura italiana rappresenta un passaggio essenziale per facilitare il processo di integrazione nella comunità di accoglienza, nonché un indicatore del successo del percorso migratorio e della capacità dei cittadini stranieri di inserirsi professionalmente e socialmente nella società italiana. Più in generale, l’accordo di integrazione può costituire un’occasione di crescita e di sviluppo per l’intera comunità, nella costruzione di una società più inclusiva e coesa.